Prof.Riccardo OLENT

Doctor of Optometry
State University of Latvia
Licence to practice Optometry n° 1519 registred in Latvia
Ottico e Optometrista diplomato
Albo degli Optometristi  N°. 1141
C.so Vinzaglio, 26 10121 Torino - Italy
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La topografia corneale computerizzata in ortocheratologia

Atti del: XXV Congresso dell'Albo degli Optometristi, autore Riccardo OLENT Milano 14-3.-1999

ABSTRACT: la possibilità di riduzione della miopia ottenibile con lenti a contatto rigide, è una tecnica non invasiva conosciuta , ma poco utilizzata dagli operatori che operano nel campo oftalmologico e prende il nome d'ortocheratologia
L'utilizzo della topografia corneale in contattologia permette al contattologo di applicare con cognizione di causa lenti a contatto ad alto contenuto tecnologico.
L'ortocheratologia, nata negli anni sessanta grazie alle esperienze degli optometristi May, Grant, Jassen ed altri, si è sviluppata ulteriormente alla fine degli anni 80 grazie all'utilizzo di nuove lenti a contatto gas-permeabili a "geometria inversa" (chiamate OK-3).
Le lenti della seconda generazione, comunemente chiamate per "ortocheratologia accelerata" (Ortho-K) permettevano risultati più rapidi e duraturi, ma la buona riuscita applicativa dipendeva principalmente dalla necessità di utilizzare molte lenti di prova e dall'abilità soggettiva nell'interpretare il caratteristico fluorogramma.
Le lenti della terza generazione, chiamate per "ortocheratologia avanzata " nascono dalla possibilità data dai moderni topografi computerizzati che tramite la videocheratografia, danno la possibilità di conoscere con precisione la morfologia corneale centrale e periferica.
I videocheratografi moderni permettono, oltre all'analisi quantitativa e qualitativa della cornea, di simulare un'applicazione virtuale ma scientificamente appropriata di lenti a contatto, tenendo in considerazione le particolari necessità applicative richieste dalle lenti per ortocheratologia avanzata.
La relazione illustra la strada per una scelta ragionata della lente ortocheratologica, ottimale in base all'eccentricità corneale e secondo la riduzione miopica desiderata.
Saranno presentati i risultati ottenuti con diverse metodologie applicative e confronti fra l'uso diurno e notturno.

Parole chiave: lenti a contatto, ortocheratologia, Ortho-K, miopia, topografia corneale computerizzata


Risultati ottenuti (90 casi)

1. Sui N.90 casi di questo studio si e' riscontrato mediamente un miglioramento, in termini di acuità visiva, di più di 6,7 decimi in tutti i soggetti che partivano con un visus naturale iniziale di almeno 1/10.
2. L'uso di lenti notturne Orthos permettono di ottenere un visus naturale sufficiente per la guida normale (7/8 decimi) a condizione che la miopia iniziale non superi le 2,5 diottrie e il visus iniziale sia ³ 1/10.

DIMINUZIONI MIOPICHE CON LENTI ORTOCHERATOLOGICHE